Con l'arrivo dei primi picchi di calore di questa estate 2026, è fondamentale ricordare che il rischio legato allo stress termico ambientale non va sottovalutato. Il colpo di calore e la disidratazione sono pericoli reali per chi lavora all'aperto, nei cantieri, nei magazzini senza adeguata climatizzazione o in ambienti esposti.
Cosa prevede la normativa e cosa possiamo fare concretamente come aziende e professionisti?
✅ Monitoraggio costante: È attivo il portale Worklimate, uno strumento essenziale per consultare i bollettini di rischio e pianificare le attività in base alle condizioni climatiche reali.
✅ Ordinanze Regionali: Diverse Regioni hanno già attivato il divieto di lavoro nelle ore centrali della giornata (tipicamente 12:30 – 16:00) per le attività più a rischio. La conformità non è solo un dovere legale, ma un atto di responsabilità.
✅ Prevenzione attiva:
Programmare le mansioni più pesanti nelle ore più fresche.
Garantire pause frequenti e accesso costante all'acqua.
Favorire l'uso di indumenti tecnici traspiranti e DPI adeguati.
Sensibilizzare le squadre sui primi sintomi di malessere (mal di testa, vertigini, confusione).
La sicurezza nei luoghi di lavoro è un ecosistema: la tecnologia e le norme ci danno gli strumenti, ma è la cultura della prevenzione che protegge le persone