CAM cosa sono

di Stefano Italiano ,

Ogni volta che lo Stato costruisce una scuola, acquista computer per un ufficio o predispone il servizio mensa per un ospedale, non sta semplicemente spendendo denaro pubblico: sta compiendo una scelta politica e ambientale con un impatto immenso. In un mercato globale che fatica a trovare un equilibrio tra profitto e tutela del pianeta, la Pubblica Amministrazione italiana ha in mano una bussola fondamentale: i Criteri Ambientali Minimi (CAM). Questi sono il cuore pulsante del Green Public Procurement (GPP), lo strumento con cui lo Stato decide di premiare le aziende che innovano nel segno della sostenibilità. Dalla riduzione delle emissioni di CO2 alla promozione dell'economia circolare, i CAM rappresentano il "filtro" necessario per garantire che ogni euro pubblico contribuisca a costruire un futuro più pulito, trasformando il concetto di "acquisto" in un vero e proprio atto di responsabilità ecologica.

In Italia, l’efficacia dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) è stata garantita a partire dall’art. 18 della Legge 221/2015 e, successivamente, dall’art. 34 del Decreto Legislativo 50/2016, noto come “Codice degli appalti” (successivamente modificato dal D.Lgs. 56/2017), che ha reso obbligatoria la loro applicazione da parte di tutte le stazioni appaltanti. Questo quadro normativo ha rappresentato un passo fondamentale per integrare criteri di sostenibilità ambientale e energetica negli appalti pubblici, promuovendo un approccio più rispettoso dell’ambiente e incentivando l’adozione di pratiche più responsabili.

Tale obbligatorietà è stata ulteriormente confermata con l’introduzione dell’ultimo Codice degli Appalti, attraverso l’articolo 57, comma 2, del Decreto Legislativo 31 marzo 2023, n. 36. 

Questo articolo ribadisce l’obbligo di applicazione per l’intero valore dell’importo della gara, prevedendo l’integrazione delle “specifiche tecniche” e delle “clausole contrattuali” dettate dai criteri ambientali minimi (CAM). L’obiettivo di tali disposizioni è quello di rafforzare l’impegno verso una gestione sostenibile degli appalti pubblici, contribuendo alla tutela ambientale e al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti a livello nazionale ed europeo.

Ad oggi i CAM sono disponibili per alcune categorie merceologiche di prodotti e servizi. Per poter partecipare ai bandi di gara, gli operatori dei diversi settori devono pertanto dimostrare di essere conformi ai requisiti previsti da ciascun CAM. Spesso, tali dimostrazioni fanno riferimento ad analisi di laboratorio, a schede esplicative o a certificazioni rilasciate da un Ente di terza parte indipendente. Le relazioni di prova devono essere raccolte e rese disponibili alla Pubblica Amministrazione per poter partecipare ai bandi gara.

Cosa sono i Criteri Ambientali Minimi

I Criteri Ambientali Minimi costituiscono uno strumento fondamentale per l’implementazione di una strategia di acquisto sostenibile da parte della Pubblica Amministrazione.  

Hanno come obiettivo la riduzione degli impatti ambientali degli acquisti su diverse tipologie di prodotto, in un’ottica di ciclo di vita. 

In estrema sintesi : 

  • sono i requisiti di sostenibilità definiti dal Ministero dell'Ambiente per guidare le Pubbliche Amministrazioni verso acquisti più "verdi";
  • sono le regole del gioco che lo Stato si impone per scegliere prodotti e servizi che non siano solo convenienti economicamente, ma anche rispettosi del pianeta lungo tutto il loro ciclo di vita.

A cosa servono i Criteri Ambientali Minimi

Ecco a cosa servono concretamente:

1. Ridurre l'impatto ambientale della PA

La Pubblica Amministrazione muove miliardi di euro ogni anno. Imporre i CAM serve a garantire che questa enorme spesa non alimenti l'inquinamento. Si punta a:

  • Ridurre il consumo di energia e risorse naturali.
  • Diminuire la produzione di rifiuti (privilegiando il riciclo).
  • Eliminare l'uso di sostanze pericolose.

2. Promuovere l'Economia Circolare

I CAM non guardano solo al prezzo d'acquisto, ma all'intero ciclo di vita di un bene. Servono a incentivare:

  • La durabilità: prodotti che durano di più e si riparano facilmente.
  • Il riciclo: utilizzo di materiali recuperati.
  • Il fine vita: facilità di smaltimento o riutilizzo dei componenti.

3. Trasformare il mercato (Effetto Leva)

Poiché la PA è il "cliente più grande" d'Italia, i CAM costringono le aziende private ad adeguarsi. Se un'impresa vuole vincere un appalto pubblico (per pulizie, mense, edilizia o informatica), deve per forza innovare e offrire soluzioni ecologiche. Questo rende i prodotti sostenibili più comuni e accessibili anche per i normali cittadini.

4. Raggiungere gli obiettivi europei e nazionali

I CAM sono lo strumento principale per attuare il Green Public Procurement (GPP) o Acquisti Verdi. Servono all'Italia per rispettare gli impegni presi a livello internazionale, come:

  • La riduzione delle emissioni di CO2.
  • Il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.

I CAM Edilizia

Per le attività legate alle costruzioni, all'ingegneria ed all'architettura vale il "CAM Edilizia", disciplinato dal Decreto 24 novembre 2025 “Adozione dei criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e affidamento di lavori per interventi edilizi” è pubblicato sulla Gazzetta serie generale n. 281 del 3 dicembre 2025.
Il decreto è entrato in vigore il 1° febbraio 2026 e sostituisce il precedente DM 23 Giugno 2022 in vigore dal 4 dicembre 2022.

sostenibilità CAM edilizia codice appalti gestione sostenibile criteri ambientali minimi