infortuni 2025 dati inail

di Stefano Italiano ,

Sebbene si parli spesso di "sicurezza come priorità", le 597.710 denunce di infortunio registrate nell'ultimo anno segnano un aumento dell'1,4% rispetto al 2024.

Non si tratta solo di numeri, ma di un segnale chiaro: le dinamiche del rischio si stanno spostando dai luoghi di produzione tradizionali verso le strade e verso profili demografici nuovi.

La forbice del rischio: lavoratori e studenti

L'incremento non ha colpito tutti allo stesso modo. Se per i lavoratori la crescita è stata del +1,0%, il dato che desta maggiore preoccupazione è quello relativo agli studenti, le cui denunce sono aumentate del 3,8%, sfiorando gli 81mila casi. Questo balzo, trainato in particolare dalle scuole paritarie (+13,9%), impone una riflessione profonda sulla sicurezza nei percorsi formativi e di alternanza.

Il "Rischio Strada": l’impennata degli infortuni in itinere

Uno dei dati più significativi del 2025 riguarda il tragitto casa-lavoro. Mentre gli infortuni "in occasione di lavoro" (quelli avvenuti fisicamente sul posto) sono rimasti quasi stabili (+0,5%), gli infortuni in itinere sono cresciuti del 3,2%.

Oggi, quasi un infortunio su cinque avviene durante gli spostamenti. Questo fenomeno presenta una marcata differenza di genere:

  • Donne: per le lavoratrici, l'infortunio in itinere rappresenta il 26,4% del totale dei casi.
  • Uomini: la quota scende al 15%, evidenziando come la componente del rischio stradale sia proporzionalmente molto più rilevante per la popolazione femminile.

Settori e Territori: il boom dell'Edilizia e il caso Lazio

A livello settoriale, l'economia mostra trend contrastanti:

  • Costruzioni: continua il trend critico con un incremento del 3%.
  • Terziario: peggiorano Commercio (+2,1%) e Sanità (+1,6%).
  • Agricoltura: è l’unico settore a mostrare un miglioramento significativo con un calo del 2,1% delle denunce.

Geograficamente, l'Italia viaggia a velocità diverse. Mentre il Nord-Ovest segna una flessione (-1,4%), il Lazio esplode con un preoccupante +11,7% di denunce, seguito dalla Sicilia (+4,2%).

Casi Mortali: 3 morti al giorno di media. Una stabilità che non consola

Il bilancio delle vittime nel 2025 si è chiuso con 1.093 decessi (3 in più rispetto all'anno precedente)

È drammatico notare come l'unico fattore che ha impedito una discesa del numero dei morti sia stato, ancora una volta, l'infortunio in itinere (+4,6%), che ha compensato il lieve calo dei decessi avvenuti direttamente sul luogo di lavoro.

L'allarme silenzioso: le Malattie Professionali

Se gli infortuni crescono moderatamente, le malattie professionali registrano un'impennata dell'11,3%, superando le 98mila denunce. La parte del leone la fanno ancora una volta le patologie osteomuscolari (75,4% dei casi), a dimostrazione che l'ergonomia e la movimentazione dei carichi restano le grandi sfide irrisolte del nostro sistema prevenzionale.

L'Italia nel contesto Europeo

In un confronto internazionale (dati Eurostat), l'Italia presenta un'incidenza di mortalità pari a 1,20 su 100mila occupati, un valore in linea con la media UE-27 (1,23). Sebbene il nostro Paese risulti molto più sicuro della Francia (che presenta un indice di 3,50), siamo ancora lontani dalle performance della Germania (0,53).

Considerazioni Finali

L'analisi dei dati INAIL relativi al 2025 ci consegna una fotografia complessa del panorama infortunistico italiano. Il 2025 ci dice che la sicurezza "tradizionale" nei reparti sta tenendo, ma stiamo perdendo la battaglia sulla strada e sulle malattie croniche. Come professionisti, il nostro compito per il 2026 deve essere quello di ampliare lo sguardo: non basta più proteggere il lavoratore davanti alla macchina, dobbiamo proteggerlo lungo tutto il ciclo della sua giornata lavorativa e formativa.

SicurezzaSulLavoro DatiINAIL INAIL2025 RSPP PrevenzioneInfortuni Dlsg8108 InfortuniInItinere MalattieProfessionali Ergonomia SicurezzaEdilizia SicurezzaScuola Lavoro SaluteLavoro CulturaDellaSicurezza NewsLavoro